giovedì 21 novembre 2013

Il "jacaré-do-Pantanal" del fotografo brasiliano Luciano Candisani in mostra a Milano

I vincitori del "Wildlife Photographer of The Year" 2012 visibili al Museo Minguzzi


Immobile ma vigile un caimano "jacaré-do-Pantanal", lungo 2 metri, aspettava che i pesci arrivassero a portata di cattura. Ineffabile, lo scatto del fotografo brasiliano Luciano Candisani, che da anni documenta la vista segreta subacquea degli alligatori che popolano le acque dell' immensa pianura alluvionale del suo Paese (Pantanal Wetland), immortala l'animale nell'attimo giusto. Candisani, che lavora per la celebre rivista National Geographic, conserva la passione per i caimani fin da piccolo quando fu suo padre a mostrargliene uno e ne è diventato esperto conoscitore, grazie anche alla competenza di un biologo che lavora sul campo.

"Pochi caimani sono aggressivi -assicura il fotografo- ma alcuni possono esserlo. Il momento più sicuro per avvicinarli è quando sono concentrati su un banco di pesci. Come tutti gli alligatori, infatti, anche i caimani jacaré del Pantanal usano la tattica dell'agguato per attirare le loro prede, aspettando i pesci con la bocca aperta. Poiché nelle torbide acque del Pantanal (il nome deriva dalla parola portoghese "pântano" che significa “palude”) è difficile individuare chi passa loro vicino, i caimani -precisa il fotografo- usano i sensori di pressione che hanno intorno alle mandibole, per capire se un pesce gli sta nuotando accanto".

Proprio grazie a questo scatto Candisani ha vinto nel 2012 il "Wildlife Photographer of The Year", considerato l'Oscar della fotografia naturalistica, per la sezione Behaviour: Cold-blooded Animals (Comportamento: Animais de Sangue Frio, em tradução livre). Un  riconoscimento importante, se si considera che al concorso numero uno al mondo di questo settore, suddiviso in 18 categorie che riguardano i molteplici aspetti dell'ambiente naturale e di chi lo popola, hanno partecipato in quell'edizione ben 48mila foto provenienti da 98 Paesi.


Il concorso è nato nel 1964, su iniziativa del "Natural History Museum" di Londra con il "Bbc Wildlife Magazine". Dopo un lungo tour espositivo europeo, le 100 immagini premiate sono approdate a Milano grazie all'esclusiva concessa dal Museo londinese ed ospitate attualmente al Museo Miguzzi  (via Palermo, 11) dove saranno visibili fino al 22 dicembre prossimo. Tra queste, tutte belle da togliere il fiato, spicca quella di Candisani, il cui premio da parte della Giuria composta da stimati esperti e fotografi naturalisti, viene così motivato: "Il comportamento dell'animale è l'elemento sorpresa e il fotografo è riuscito a tradurlo in un modo unico e vincente".

Ammirare dal vivo questa e le altre 99 immagini, inclusi scatti di giovanissimi vincitori delle categorie riservate a "fotografi in erba", che partono addirittura dagli 11 anni, è una rara occasione. Da non perdere.

Per conoscere meglio Luciano Candisani, scorriamone velocemente la biografia, dalla quale si evince quanto il Brasile sia terra d'elezione per fotografi che si dedicano alla documentazione sulla natura, grazie alle immense opportunità offerte dal loro territorio.  Nato a São Paulo nel 1970 e residente a Ilhabela, Candisani usa dire di essere stato creato “entre o mar e o mato”. Ha esordito fotografando spedizioni scientifiche, passando tre mesi in Antartide nel 1996, per intraprendere così una carriera dedicata esclusivamente ai documentari sull'ambiente. "Sou um contador de histórias da natureza. Não busco as belas fotos de bichos e paisagens. Vou como um jornalista atrás do seu tema, persigo interpretações”, dice di sé. Dopo aver lavorato 13 anni per l'edizione brasiliana di National Geographic, pubblicata da Editora Abril, più di recente è entrato nella rosa dei fotografi dell’edizione mondiale.

Dal 2007 è membro permanente dell'International League of Conservation Photographers (ILCP). Inoltre è autore di diversi libri tra cui “Pantanal – Na Linha D´Água” (National Geographic, 2013).

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